06/06/17

Heartstone vs Gwent: qual è meglio?

Ultimamente una discussione epica infervora un paio di gruppi di giochi collezionabili online: Gwent è meglio di Hearthstone? O Hearthstone è meglio di Gwent?

Penso d'aver giocato un numero di collezionabili considerevoli: da Magic a Hearthstone passando per un'infinità di titoli, da Mythos a Ederon, provando anche titoli improbabili come il gioco di carte di Kenshiro e quello di Highlander, con una parentesi come aiuto-sviluppatore per Wizards of Mickey a fianco di Andrea Chiarvesio


Ogni gioco collezionabile ha - di solito - un focus centrale costituito dall'opportunità per il giocatore di superare l'avversario in astuzia, sia nella costruzione del mazzo che nel saperlo giocare a dovere, e ognuno, più o meno, prova a farlo in modi leggermente diversi.

Oltre a questo, intervengono mille fattori nel determinare se un gioco ci piace o meno: innanzitutto il tema: un'ambientazione può piacere ad alcuni e lasciare indifferenti altri, oppure il tema può essere un parametro di valutazione ininfluente, per qualcuno. Ma non c'è, ovviamente, solo questo: entrano in gioco l'accessibilità delle regole, la preponderanza della tattica rispetto alla strategia (o viceversa), la facilità e costo del reperimento delle carte, la quantità di alea, il numero di giocatori coinvolti (magari amici) e via dicendo.

Pensare di avere "il gusto giusto" è assurdo: ognuno di noi ha gusti diversi e ognuno deve poter giocare a quello che vuole senza sentirsi biasimato per questo. Anche potendo valutare l'oggettiva superiorità a livello meccanico di qualcosa, non è detto che chi gioca a qualcosa voglia cambiare, non è neanche detto che voglia provare qualcosa di nuovo.  - 

(Fra parentesi, non è detto che chi gioca abbia gli strumenti per giudicare ogni elemento dell'equazione; neanche un autore o un addetto ai lavori dovrebbe pensare di avere le competenze per poter esprimere giudizi accurati al 100%, perché il game design non è "una scienza esatta" e si mescola con marketing e un'infinità di altri fattori, personalmente quando vedo pretese di oggettività assoluta rimango sempre un po' perplesso)

Torniamo a noi. Ci sono molti motivi per cui un giocatore non apprezza qualcosa. Magari un gioco ha un tema che non piace: per esempio per quanto mi riguarda ho sempre trovato poco intrigante la saga di The Witcher, senza che questo voglia dire che sia brutta - non ho neanche letto i libri, non mi permetterei mai di dirlo - o che io non rispetti chi gioca a The Witcher o a Gwent o al boardgame basato sui romanzi, o che io sostenga che le meccaniche del gioco siano in qualche modo sbagliate. 

Per esempio c'è chi invece trova insopportabile qualcosa di Hearthstone: il tono troppo leggero, la quantità di elementi casuali, la spesa (o l'equivalente in tempo e impegno) necessaria per giocare a livelli alti. Non c'è niente di male nel non essere interessati a qualcosa (oltretutto, ricordiamo, stiamo parlando di giochi) o a non trovare divertente qualcosa, anzi: a dover essere ampiamente deplorato non è il gusto altrui, ma il comportamento di chi si permette di insultare qualcuno per le proprie preferenze, perché è veramente odioso e insensato, oltre che controproducente. 

Lo so che a molti piace "tifare", ma trasformare una discussione su due giochi in una questione di tifo non fa altro che allontanare potenziali curiosi, perché si finisce sempre a spalare merda sulla "fazione" avversa. Non è davvero un bel vedere.

Non si può rispondere a botta sicura alla domanda "Heartstone vs Gwent: qual è meglio?", perché dipende da tantissimi fattori e questi fattori vanno considerati in rapporto a chi gioca. E ovviamente non vale solo per questa domanda, ma per moltissime altre comparazioni fra giochi: a meno che i giochi non condividano lo stesso genere, lo stesso target e lo stesso intento di gioco, un paragone è tanto impossibile quanto inutile.

Quindi: Heartstone vs Gwent: qual è meglio?
Boh. Provateli tutti e due, e poi giocate a quello che vi piace di più, o a entrambi, o a nessuno dei due. 
Non ho una risposta migliore, e diffido un po' da chi pretende di averne una.

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